Ti ho abbandonata…

•26 luglio 2011 • Lascia un commento

Ti ho abbandonata

come abbandono

queste lacrime

che non smettono

di scorrere sulle mie guance

Purtroppo la vita continua

ma non la mia

e’ solo il mio corpo

che continua a respirare.

Io sono morto.

Sono morto dentro

sono un involucro vuoto

che si trascina

giorno dopo giorno

Non mi resta altro

che la solitudine

il senso di colpa

ed un dolore…

che non ha confini…

che non ha fine

 

01/12/2010 – Pescara

Dio non può giocare a dadi col mondo…

•7 giugno 2011 • Lascia un commento

Dio non può giocare a dadi col mondo, diceva Einstein. Si sbagliava, ci gioca invece. Ai tempi di Einstein ci potevano essere ancora dei dubbi, oggi non più. E allora delle due l’ una: o Dio non esiste o esiste un Dio che consente al caso di agire all’ interno del Sistema perdendone di fatto il controllo. Perché il caso, se è davvero tale, non ha padroni. Mi sono chiesto perché, perché lo farebbe, e la sola risposta che mi sono dato è quella di un Dio che scopre nel caso l’ unico suo possibile strumento di conoscenza, che per noi significa libertà. Nemmeno Dio, infatti, può decidere quel che succederà al mondo se è il caso a dominarlo. Purchè lo lasci comunque libero di fare. Sempre. Non avrebbe senso altrimenti adoperarsi ogni tanto per correggere quello che sarebbe, a ben vedere, un progetto difettoso. Insomma, se Dio gioca a dadi col mondo non può farlo con dei dadi truccati. L’ unica risposta che mi sono dato, allora, è quella di un Dio che si è ritirato dalla Creazione e sta a guardare. E’ curioso, interessato, emotivamente partecipe, ma non sa come andrà a finire la Partita, neppure in quest’ angolo remoto del cosmo. Separandosi dalla Creazione e affidandosi al caso ha scelto di non sapere, di non interferire. Quale Dio altrimenti potrebbe vedere morire un bambino di cancro o di Aids e non far nulla? Quale Dio potrebbe permettere un’ infanzia fatta di radiazioni e di letti d’ ospedale, con i capelli radi e le vene fragili, o di fame dimenticata, con la pancia grossa e le mosche negli occhi, o di abbandono e di maltrattamenti, con i vestiti sporchi e i lividi sul corpo. […]

No, Dio non esiste, perché se esiste un Dio che consente il dolore del mondo come effetto collaterale della sua conoscenza – se pure la contropartita è la nostra libertà – è un Dio difficile da accettare, soprattutto per me, che ho pagato sulla mia pelle. E nessuno mi dica, invece, che l’ agire divino è inafferrabile e misterioso, che Dio sta al di là di tutte le idee di giustizia che possiamo avere su di Lui, perché non posso accettare neppure questo. Sono disposto, anche se con grande disagio, a sopportare la mia sofferenza, e quella degli altri, anche quando sembra accanirsi, ma non sono disposto ad accettare la sofferenza dei bambini nascondendomi dietro alle imperscrutabili motivazioni dell’ agire divino. […]

Ma forse chi soffre su questa terra ha diritto ad un’ eternità più vicino alla luce di Dio. E’ così? Una volta un prete mi ha detto che è così. Mentre mi disperavo davanti al corpo freddo di David mi ha detto che la sofferenza ha un valore che noi non possiamo razionalmente afferrare, che esiste un beneficio assicurato dal dolore grazie al quale a tutti coloro che hanno veramente sofferto nella vita sarà concesso un posto privilegiato nella auspicata eternità, una maggiore vicinanza alla Pienezza Divina. E allora? Anche se fosse così? Almeno fatemi scegliere!, perché io avrei preferito soffrire un pò meno su questa Terra e poi trastullarmi con un’ eternità un pò meno beata.No mi dispiace, io non ci casco, o Dio non interviene mai o interviene sempre, per tutti, ma visto che non interviene sempre, allora vuol dire che non interviene mai, oppure, come è molto logico pensare, che non c’è. Ce lo siamo inventato noi, prima della ruota, e si è rivelato molto più utile.

Sopravvivere a te…

•6 giugno 2011 • Lascia un commento

Sopravvivere a te

è un dolore infinito

un dolore che non si può

ne spiegare ne capire

Sopravvivere a te

è come avere uno

dieci cento mille coltelli

piantati nel cuore 

e nella testa

Il tempo non è più tempo

i minuti diventano ore

le ore giorni, i giorni anni

I pianti

le urla le lacrime

non placano

questa sofferenza

 

Pescara – 12/11/2010


Solitudini che si incontrano…

•5 giugno 2011 • Lascia un commento

Solitudini che si incontrano

che si incrociano

sui sentieri

di questa vita

come foglie che cadono

e si appoggiano

l’ una sull’ altra

fino a quando macerano

fino a quando marciscono

fino a quando spariscono

da questo mondo

da questa vita

 

22/10/2010 – Pescara


e sono rimasto solo…

•5 giugno 2011 • Lascia un commento

[...]…e sono rimasto solo, di nuovo solo, definitivamente solo. E’ una strana sensazione, terribile e disperata, che ha un vantaggio, però: ti toglie del tutto la paura di morire, perchè ti sembra che tutto sia finito con l’ ultimo affetto che avevi e che non c’è più. Gli altri, il mondo intero, sono un film che guardi neppure troppo interessato, ma non è la tua vita, della tua vita ci sei rimasto solo tu. E così la vita in un mondo che non ti appartiene finisce per perdere tutto il valore che ha.

da Che cosa ti aspetti da me? di Lorenzo Licalzi

Cosa ne sapete Voi…

•19 maggio 2011 • Lascia un commento

Cosa ne sapete Voi

del dolore che si prova

del sapore che ha

assaggiare la morte da soli

Guardarsi allo specchio

e non riconoscersi

Occhi gonfi

come dirigibili di lacrime

pronti ad esplodere

a riversarsi

sul cuore, sulla vita

nella speranza

un giorno

di non svegliarsi piu’

16/10/2010 – Pescara


Che senso ha…

•19 maggio 2011 • Lascia un commento

Che senso ha

tutto questo dolore

questa sofferenza

questa vita

La morte e’ una cosa strana

non c’e’ nessun senso

nessuna spiegazione 

nessun perche’

nessuna ragione

16/10/2010 – Pescara


Volare via lontano…

•16 maggio 2011 • Lascia un commento

Volare via lontano

da questo dolore

che non si lava

con le lacrime

08/10/2010 – Pescara


Dammi la forza…

•16 maggio 2011 • Lascia un commento

Dammi la forza

amore mio

per superare questo dolore

almeno il tempo

strettamente necessario

per non causarne altro

e poi raggiungerti

ovunque sarai

17/09/2010 – Milano


Ti ho uccisa io…

•15 maggio 2011 • Lascia un commento

Ti ho uccisa io

amore mio

e’ colpa mia

Ti ho uccisa io

con le mie mani

con i miei gesti

con le mie parole

ed i miei silenzi

Non ho piu’ niente

non sono piu’ niente

non mi resta che aspettare

per poterti raggiungere presto

14/09/2010 – Atene


 
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